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giovedì 30 settembre 2010

Capitolo due

La mia storia è quella di un viaggiatore, curioso di sapere come girano gli ingranaggi del mondo e che sente sue paure che forse il genere umano ha sempre attraversato ma che si fanno sempre più acute con il passare del tempo. Certo, nel medioevo la peste bubbonica ha falciato quasi un terzo della popolazione mondiale, oltre ad evitare quella mortale malattia non si perdeva molto tempo ad arrovellarsi sul bene e sul male, da sempre chi ha i soldi perde tempo a ragionare e i poveri disgraziati passano la vita a pensare di fare bene il loro lavoro per poter sopravvivere. Viviamo ragionevolmente nella migliore epoca della storia, eppure la nostra capacità di complicarci la vita è straordinaria. Ansiosi, allergici, impauriti da qualsiasi cosa possa essere amplificata dai nostri mass media, l'uomo contemporaneo è sicuramente il più impaurito della storia. Magari non c'è da stare allegri, per carità, ma di questo passo una società di alienati invocherà la fine prima che ce ne sia veramente bisogno. Stiamo condannando il nostro mondo a soffocare con i nostri gas di scarico, avveleniamo l'acqua con i nostri scarichi industriali e immettiamo nuove specie create in laboratorio senza sapere esattamente come risponderà il nostro pianeta. La nostra industria dell'intrattenimento è per ora impegnata a raccontarci storie molto leggere, frivole, oppure decide di inchiodare le nostre paure più tremende davanti ad un megaschermo, riversandoci fiumi di sangue, orde di alieni incazzati e distruttori o piante killer. Il web, internet e tutto ciò che ruota intorno ad esso sembra essere il sesto continente, una terra di nessuno dove 4 miliardi di pagine giacciono sconosciute mentre i grandi investimenti (ecco come si chiamano i soldi che vengono usati in maniera massiccia da noi umani) si concentrano sui soliti centomila siti. Una terra dove il crimine non ruba soldi, ma informazioni, non uccide persone ma ne cancella le identità, dove la pornografia regna sovrana per alleviare ed allietare un regno incapace di provare piacere dalla vita, curioso fino alla morbosità e agitato da pruriti inconfessabili. Ma la cosa ancora più strana è che questo stile di vita riguarda a malapena due miliardi di persone. Il resto del mondo a stento non solo conosce i soldi, qualcuno ne vede pochi in tutta la sua vita, ma molti si nutrono poco e muoiono come mosche di fame e sete, mentre a migliaia di km di distanza qualcuno si danna la vita per portargli medicine, cibo e sostentamento. Quanta follia nel genere umano. Coloro che formalmente comandano quei volenterosi che affrontano i cosiddetti “viaggi della speranza”, sono gli stessi che hanno nei loro laboratori armi batteriologiche per sterminare in massa quella sub-umanità così numerosa e scomoda. Gli stessi che poi davanti ai famigerati mass-media si gonfiano il petto perché hanno cancellato il loro debito (i soldi che devono essere dati per sovrano ordine bancario) con i paesi poveri. Amarezza, amarezza ed un ghigno maligno sul mio volto, mi fa schifo questa umanità eppure ne faccio parte, mi ci riconosco. Da circa due mesi non vedo altro che una cortina di pioggia e neve nella mia terra baciata solitamente dal sole, un'espressione che serve solo ad attrarre turisti ma che ti riscalda il cuore quando sei immerso in una condizione d'animo grigia, sei triste o guardi al tuo futuro senza vedere speranze. Una condizione quest'ultima che mi sta quasi attanagliando ma che violentemente respingo giornalmente, stringo i denti, serro le mascelle e maledicendo il destino, le architetture celesti e quelle a poit (chissa poi perché il celeste deve essere il colore divino e non il giallo senape o il verde shocking?) ripenso al mio spirito giocondo e a quell'animaccia da comico irruente ed invadente che mi appartiene, fa parte di me come nell'umana natura. Tenere duro, resistere, resistere, resistere. Pioverà, pioverà, cantava una vecchia canzone, ma qui la pioggia è caduta anche troppo in abbondanza. Voglio il sole, quel sole che ti scalda il cuore, ti fa andare al mare, a nuotare, a giocare col pallone lanciando ovunque, incocciando magari le zucche vuote dei bagnanti rompicoglioni, di cui il genere umano a volte ha prodotto esempi insuperabili penso nell'intero universo. Se esiste un bilanciamento in natura all'energia, come magari potremo verificare con l'energia oscura, così accade con i grandi geni di Leonardo da Vinci, Michelangelo, Einstein, Bohr, Mozart, Gandhia quali abbiamo contrapposto teste di cazzo immani come George W.Bush, Silvio Berlusconi, Marco Carta e quel malato di mente che dovrebbe gestire il traffico nella mia città, ma mai come quell'oscuro malato di mente alla guida del suo mezzo che giornalmente mi ritrovo al mio fianco e che nella mia umana natura vorrei polverizzare con la migliore arma che la tecnologia umana metta a disposizione di quella parte irascibile e devastatrice che fa parte della mia natura.

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