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giovedì 23 dicembre 2010

Capitolo tredici

Ci siamo. Entro la fine dell'anno l'influenza A raggiungerà il suo picco. Non può più mutare. Forse. Passato l'autunno sapremo cosa rimarrà. Di sicuro al momento c'è la preoccupazione, data anche da come si gestirà la cosa. Scuole aperte, qualche migliaio di bambini e famiglie infettate, forse una decina di morti e poi un pizzico di caos. Niente di più e di meno. A Copenaghen invece assisteremo alla legalizzazione dell'irrorazione coatta di materiali ferrosi e aerosol nell'aria. Per fare cosa? Influenzare a piacere il clima e perché no, forse anche usare la ionosfera a proprio piacimento, seguendo le direttive segrete di Nikola Tesla, lo scienziato a cui furono sottratti i documenti dei suoi studi per paura che si potesse realizzare un'arma devastante. Qualcosa che lo stesso scienziato avrebbe chiamato “il raggio della morte” che secondo alcuni sarebbe stata la vera causa dell'incidente di Tungusta nel 1918. Poi è da vedere cosa ci aspetta. L'orologio gira inesorabilmente verso la fine dell'estate, portandosi via le giornate calde e afose, i bagni a mare, gli avvistamenti ufo a dismisura e le limpidi notti estive con le stelle rischiarate dalle lacrime di San Lorenzo. Una cosa sola rimane da fare prima che si chiuda l'estate, e se riesce ad essa dedicherò le pagine successive di queste cronache terrestri.

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