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domenica 21 novembre 2010

Capitolo sette

Signore e Signori, vi presento i mass media. Cartacei, vocianti o visivi, si tratta di un sistema ben oliato dai soldi di ricchi figuri che orientano le conoscenze dei popoli in base ad interessi, curiosità, importanza ed intrattenimento, parola questa legata alla fase dell'infanzia in cui noi umani occupiamo il tempo apprendendo la realtà circostante tramite il gioco. Con gli anni si continua ancora a giocare, ma per sfuggire alla realtà e tornare per qualche momento a quella parte della vita che vola via in diversi modi, tra capricci e carezze per i più fortunati, stenti e miseria, risate e spensieratezza, abusi e lutti, con un fucile o qualche dannato complesso mentale che fa crescere degli adulti disadattati. I mass media ci parlano del Messia Nero, una figura attesa, necessaria per le scritture e l'umano sentire che da lontano mi appare come un nano in mezzo a giganteschi problemi, ma a cui mi lega un forte sentimento di speranza, stima e una strana sensazione di preveggenza di un suo discorso a fazioni politiche lontane esattamente 50000 km dalla stanzetta in cui compongo queste righe al suono dei nuovi Queen di Paul Rodgers. Mass media che vorrei tanto poter padroneggiare ancora di più, per vedere cosa succede quando porti a pubblica conoscenza cose per cui in passato sono usciti fiumi di sangue da una terra definita sacra da chi l'ha calpestata usando come suole la vita di molti suoi simili.
Uno dei misteri che più affascina questo genere di primati scesi dagli alberi a dominare il mondo è quello relativo al perché nell'era di mezzo (o Medioevo per i lettori che come me sono spesso privi di inventiva artistica) degli uomini di spirito, dediti alla conoscenza del divino, si offrirono di scortare con le armi i pellegrini nei luoghi di culto della propria religione. Una mansione nobile che univa l'utile allo spirituale, non c'è dubbio, ma che lascia due zone d'ombra. Quest'ordine crebbe velocemente, assunse un potere politico, derivante dalle ricchezze accumulate in un breve lasso di tempo, enorme, tanto spropositato da causare un altro cono d'ombra mitico. Quello relativo alla loro scomparsa, causata in una notte dalla cupidigia del re di Francia dell'epoca, con il benestare del loro capo religioso. Possibile che in quel luogo santo siano venuti a conoscenza di un segreto in grado di distruggere le fondamenta della Chiesa romana, dimostrare l'inconsistenza della Guerra Santa, della lotta all'infedele musulmano e la persecuzione del popolo reo di deicidio che crocifisse il Redentore del mondo? Siamo specialisti nel scrivere fiumi di parole su tesi, argomentandole con la retorica e la logica che i maestri greci ci hanno insegnato, ma salto un paio di ortodossi passaggi per illustrare rapidamente un paio di suggestioni, che diversamente dalle idee, si basano su conoscenze non dimostrate ma dimostrabili, che possono portare a spiegazioni plausibili, ma non necessariamente veritiere. Yehoshua Ben Yosef per gli ebrei, Gesù per cristiani e musulmani, dopo essere morto in croce, ha dato vita suo malgrado ad almeno due correnti di pensiero. Una che faceva capo a Pietro e a suo fratello Giacomo (per chi ancora non ci volesse credere, Gesù aveva almeno un fratello, e come ogni bravo ebreo osservante era già da un pezzo in età da marito, sulla prole invece, glisso rinviando indizi verso la culla dell'homo sapiens, dove cotanto seme avrebbe dovuto avere giusta dimora) che voleva insegnare i precetti di Gesù solo agli ebrei proseguendo nel seguire le regole alimentari e di circoncisione della Torah. Un'altra parte dei primi gruppi di cristiani, faceva capo al “gentile” Paolo di Tarso, romano che letteralmente diede al cristianesimo quel carattere universale che le parole di Gesù contenevano in nuce nel suo messaggio alla sua comunità d'appartenenza. Dopo varie vicissitudini, le correnti di pensiero dei santi Pietro e Paolo provocò il distaccamento di una piccola setta, un gruppo di ex ebrei, proto-cristiani oltranzisti, da cui poi verrà fuori quel profeta Maometto che riscriverà norme e precetti per la comunità dell'Islam.
Cosa sarebbe stata e cosa sarebbe oggi la storia dell'uomo se si scoprisse che Yahwé, Dio e Allah sono la stessa persona, riunificata in una trinità che non procede dal Padre al Figlio tramite lo Spirito Santo, come emanazione di quel dio creatore e vendicativo, Yahwé, noto agli islamici come Allah? Un'unica religione dilaniata dall'umano guerreggiare, che avrebbe distrutto millenni di soprusi, guerre sante, attentati spettacolari, morti, lutti, scuole di integralisti segnati dalla croce, dalla fascia coranica o dall'uso demoniaco della Torah nel momento in cui il popolo eletto stava scrivendo le regole di convivenza con i figli di Maometto. Non basterebbe questo Santo Graal per sconvolgere le sorti del mondo? Almeno vedrebbe la fine quel sogno notturno e intimo di recarmi sul suolo della città santa, vedere quei luoghi, salutare con un monito i suoi cittadini ed i popoli della Terra per lasciare su quello stesso luogo l'immane forza distruttiva dell'atomo di uranio che si divide in una reazione a catena che cancellerebbe anche solo il ricordo di una Terra Santa. Un fungo di morte dove per almeno centomila anni nessun essere vivente possa vivere senza subire orribili mutazioni, come una terra dimenticata e maledetta da Dio, enclave dell'Inferno sulla Terra, ferita, a monito per l'uomo e le sue malefatte. Che il Messia Nero faccia in fretta a cambiare le cose, che si svegli il cuore degli uomini prima che il sole dell'undicesima ruota giunga da noi con qualcosa di ancora più tremendo. Ho una scommessa con un amico, non ho la minima intenzione di offrirgli una pizza solo perché aveva ragione lui nel dire che da qui a qualche mese la situazione nel mondo sarebbe peggiorata secondo le sue previsioni.

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