Una certezza in più. Se qualcosa davvero accadrà da qui ai prossimi tre anni sarà tutto merito dell'attività solare. Ecco perché i Maya giustificavano i sacrifici umani: secondo loro occorreva “alimentare” il sole, affinché riversasse la sua energia in maniera controllata. Non che ora servano sacrifici umani, anzi. La pratica dei Maya era piuttosto violenta e ingiusta. Strappare i cuori ai nemici non serve a nessuno. Un'altra sensazione è subentrata ora: se davvero sta per accadere qualcosa di epocale, la mia colpa maggiore sarà di non aver avvertito nessuno in tempo? Ma come è possibile? Nessun profeta è ascoltato in patria. Ancora peggio, se tutto filasse liscio senza alcun evento epocale da qui a tre anni la vergogna e il senso di frustrazione stopperebbe qualsiasi spunto per continuare a cercare tra le pieghe della realtà fisica la frattura, quella maglia larga che squarciata ti apre ad un mondo più vasto di quello sensoriale. D'altronde molti monaci tibetani, gente avvezza al kung fu e alla meditazione, afferma che da qui a tre anni i nostri corpi dovranno entrare in perfetta simbiosi con lo spirito nostro e con quello universale. Il tutto, e questo è ciò che può essere immediatamente verificabile, in attesa il prossimo anno di un nuovo conflitto, di vaste proporzioni e che probabilmente proverrà dal Medio Oriente o dall'aggravarsi della situazione in Afghanistan, dove al momento le forze alleate stanno perdendo la guerra contro le milizie talebane, che hanno riconquistato tre quarti del paese e si avviano a cominciare una nuova campagna di rapimenti ed attentati. C'è di più. Secondo i monaci tibetani della visione remota, forze esterne ci salveranno prima della fine. Interverranno attivamente e ci mostreranno come in passato ci abbiano protetti da forze e pericoli di cui noi non abbiamo mai avuto percezione. Ci si prepara al più grande party della storia dell'umanità, che fregatura se si dovesse scoprire che tutto scorre come sempre, che non c'è alcun momento della storia in cui svoltare in maniera netta, se la vita dovesse necessariamente scorrere in maniera piatta verso la sua naturale conclusione senza lasciare un'impronta nella storia. Quante speranze nel 21/12/2012. Forse troppe. O si fa la storia o si muore dicevano gli europei che lottavano per l'indipendenza nazionale due secoli fa. Qua rimane solo la pagina bianca su cui scrivere. Vedremo se le pagine di ciascuno di noi saranno il solito romanzo da leggere in una sera d'estate piuttosto noiosa oppure se nelle pagine della nostra vita avremo l'onore di scrivere le avventure e le conquiste più avvincenti nella storia dell'umanità. Un terrestre come me spera di non rimanere solo polvere nel vento, un terrestre vuole essere un granello di polvere che permanga in qualche modo nella memoria dell'universo. Sforzo encomiabile per una creatura intelligente, peccato che nell'universo qualsiasi forza o composto chimico-biologico giaccia indifferente l'uno all'altro. La galassia è un luogo così grande ed affollato da sembrare praticamente vuoto. Che te ne fai di una casa enorme se a te servono si e no un paio di stanze? Un paradosso, che vede la famiglia di creature che abitano l'universo, dentro un'unica casa. Così grande da non poter mai scoprire chi abita al terzo piano verso quella porta che sembra portare ad una stanza da letto. Certo, racchiudere e rendere l'universo paragonabile ad una grande casa è uno sforzo d'immaginazione che solo un bambino potrebbe fare, ma a volte le idee e le immagini semplici hanno più forza dei grandi affreschi dipinti dalla mano sicura e ferma della scienza.
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